Sguardo da nessun luogo

Nagel propone di concepire i concetti di mente e soggetto in chiave oggettiva a partire da un approccio conoscitivo scettico che vede la realtà come radicalmente indipendente e inconoscibile.
Usa la metafora del punto di vista interno ed esterno, descrivendo la tensione che ci porta ad abbandonare la dimensione particolare per intraprendere la “via eroica” della conoscenza oggettiva.
Questo processo produce diversi problemi, fra gli altri quello dell’impossibilità di agire e di cogliere il senso del proprio ruolo nel mondo (sembra descrivere il dilemma di Arjuna).
Per superare l’empasse è necessario integrare nell’agire la consapevolezza di una visione incompleta, un punto cieco e il conseguente successo parziale dell’impresa conoscitiva. “Qualcosa rimarrà oltre la possibilità di accettazione o rifiuto, perché non possiamo andare completamente fuori di noi, anche se sappiamo che vi è un fuori.”

Thomas Nagel, 1986
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Nagel proposes the possibility to reconfigure the concepts of mind and subject from an objective perspective within a skeptical approach towards reality which is independent and radically unknowable.
He uses the metaphor of the internale-external point of view, describing the deside to abandon the singular perspective to launch the “eroic path” towards knowledge.
This process produces several problems, among others the dead end that makes us unable to act and understand the sense of our role in the world (seems to describe Arjuna’s dilemma).
The conciousness of an incomplete view, a blind spot, and the partial success of the knowable enterprise should be at the base of our actions. “However much we expand our objective view of ourselves, something will remain beyond the possibility of explicit acceptance or rejection, because we cannot get entirely outside ourselves, even though we know that there is an outside.”

 

Cala Granchio, Monopoli